|
MANOVRA: TASSA TURISTI; VANNINI, MEGLIO CONCERTAZIONE CON GLI OPERATORI DEL SETTORE ROMA (ANSA) - ROMA, 27 MAG - «Applicare una tassa sul turismo a Roma significherebbe colpire un settore che ha attraversato momenti difficili ma che
si sta rilanciando alla grande. Molti operatori del settore si sono schierati contro questa proposta che rischia di essere autolesionistica, il turismo va sostenuto non ostacolato». Lo ha detto il presidente della commissione Turismo del Comune di Roma Alessandro Vannini. «Quello che fa più rabbia - ha aggiunto - è scoprire che i soldi che verranno ricavati da questa imposta saranno utilizzati per coprire il debito di 9,5 miliardi lasciati dalla precedente amministrazione di centro-sinistra. Ad essere eccessive sono anche le cifre di cui si è sentito parlare, 10 euro per ogni turista sono veramente troppi, nessun paese in Europa applica un tassa sul turismo così alta, in Francia è di 1 euro in Austria di 0,75 centesimi, in Inghilterra e Spagna parliamo di cifre irrisorie». «La mia proposta per tentare di appianare il debito che grava sulla nostra amministrazione - ha concluso Vannini - è di applicare un piccola imposta di pochi centesimi sugli scontrini e le fatture di tutte le transazioni che si svolgono all'interno del Comune di Roma. Lo stesso sistema viene applicato a New York e ha permesso all'amministrazione cittadina di coprire i buchi di bilancio pregressi. Un' idea potrebbe essere quella di modificare i prezzi di alcuni biglietti museali, o di siti archeologici. Per visitare il Colosseo oggi occorrono 9 euro contro i 20 necessari per visitare la torre di Londra. Portando a 15 euro i biglietto per il Colosseo, considerando i 5 milioni di visitatori l' anno si potrebbero già recuperare 30 milioni di euro.Comunque bisognerebbe ipotizzare eventualmente una tassa " di scopo" i cui proventi possano per definizione essere reinvestiti per le promozione del turismo, vero volano dell'economia romana producendo circa il 20% del pil della città di Roma».05\06\2010
|